La nostra storia

Francesco Filiasi

Nel 1979 nacque nella città di Napoli il C.U.P. (Centro Ultraleggeri Partenopeo), che poteva vantare una tradizione aeronautica risalente nel tempo. Ne fu infatti fondatore, con alcuni amici, Fabrizio Pisani che ereditò l'interesse per l’aeronautica dal bisnonno, il 5° Marchese di Carapelle Francesco Filiasi, medaglia d'argento di benemerenza come pioniere dell’aeronautica che già nel lontano 1909 aveva progettato, costruito e collaudato un velivolo simile al FLIYER, l'aereo dei fratelli Wright, ed un idro (1906) di cui esistono foto ma dalla storia purtroppo ignota. Fu anche fondatore nel 1910 del “Circolo Aviatorio” napoletano che successivamente si sviluppò in aeroclub.

Fabrizio iniziò la sua prima esperienza di progettazione e costruzione in campo aeronautico con velivoli elementari del tipo Leonardino.

F1 Leonardino F2 Leonardino

Nel 1983 costruì su progetti dell’ing. Francesco Curcio due ultraleggeri, un monoposto, l’F3, ed un biposto l’F4-BF3, entrambi ad ala bassa i quali, pur seguendo i canoni di progettazione e costruzione dei velivoli di maggiori dimensioni riuscivano a rientrare nei pesi previsti dalla regolamentazione dell’epoca utilizzando lamiera in lega leggera e rivestimento in tela fornendo, nel contempo, ottime caratteristiche di volo.

Nel 1988, in seguito alle richieste di mercato, che chiedevano velivoli più semplificati Fabrizio costruì “l’F5 Papi One” un velivolo di struttura più convenzionale con tubi e tela.

Prototipo F6 Hydran Nel 1992 in seguito a nuovi investimenti e progetti sperimentali, il C.U.P passò a nuove tecniche di costruzione impiegando materiali compositi il che portò ad una espansione qualitativa della ditta che ottenne una commessa per la produzione e fornitura di particolari in resina per la TECNAM.
Nel 1996 Fabrizio progettò, costruì e collaudò le prime ali ed i primi impennaggi di coda completamente in composito. Da allora, verificata la leggerezza e la robustezza dei manufatti senza alcuna ulteriore modifica, sia le ali che gli impennaggi di coda sono ancora oggi utilizzati per i velivoli della TECNO COMPOSITE. A seguito dell'esperienza accumulata si passò quindi alla progettazione di un velivolo quasi interamente in composito (97%). Fu così che nacque un velivolo fuori dai canoni classici. Un velivolo anfibio al quale fu dato il nome di F6 HYDRAN. Velivolo aerodinamicamente molto pulito, con fusoliera flottante ed autostabilizzante per eliminare i classici galleggianti sub alari, e che evidenziava ottime caratteristiche di volo e facile gestione in acqua. 1° prototipo del velivolo F6 HYDRAN.
F6 Hydran

Nel 1998 dopo svariate prove, collaudi e modifiche sul prototipo furono costruiti gli stampi definitivi del nuovo velivolo.

Nel 2004 vennero apportate alcune migliorie, essenzialmente cosmetiche e costruttive, che portarono ad un secondo prototipo.

Nel 2008 la C.U.P. cambiò ragione sociale e divenne TECNO COMPOSITE, che acquisì tutti i progetti e gli stampi dell'F6 HYDRAN ed allacciò rapporti commerciali con la ditta O.M.M. produttori del M97 SERVATOR per la produzione di componenti in resina.

Nel 2010 TECNO COMPOSITE progettò e collaudò un nuovo velivolo terrestre, l’F7 PICCHIO (foto sotto) con fusoliera in lega ma che utilizzava le stesse ali e piani di coda in composito dell’F6 HYDRAN, Le prove ed i collaudi effettuati su questo nuovo prototipo risultarono talmente positivi da non richiedere alcuna modifica per i velivoli di serie.

F7 Picchio